28 gennaio 2003. Aggiornamento sugli sviluppi della situazione

 

Nei giorni scorsi si sono registrate alcune novità, anche riportate dai mezzi di stampa, e cioè:

  1. l’Argentina sta concludendo la selezione per la ricerca di un "advisor" cui affidare il compito di gestire tecnicamente la ristrutturazione della parte di debito pubblico contratto all’estero con privati;
  2. il Fondo monetario internazionale, approvando taluni provvedimenti di riforma annunciati dal Governo Argentino e rendendosi disponibile ad un accordo con l’Argentina per un prestito "stand by" e per la proroga di un anno di suoi ingenti crediti, ha evitato un ulteriore episodio di "default" che per la sua gravità avrebbe definitivamente collocato l’Argentina al di fuori della finanza internazionale;
  3. il Ministro Tremonti, commentando positivamente tale approvazione da parte del FMI, auspica che il Governo Argentino possa "avviare i negoziati con i creditori privati, in vista di una ristrutturazione dei propri debiti a condizioni eque";
  4. il Presidente Duhalde avrebbe pubblicamente affermato che il debito estero argentino deve essere abbattuto almeno del 70%, affinchè divenga un debito cui poter far fronte;
  5. sul fronte delle azioni giudiziarie, si ha notizia che il Giudice delle esecuzioni del Tribunale di Roma ha rigettato il ricorso d’urgenza contro il sequestro conservativo della nota linea di credito, presentata dall’Avvocatura dello Stato e dalla Repubblica Argentina, rinviando, per la trattazione, al 28 febbraio p.v.;
  6. è stato nominato il nuovo Ambasciatore Argentino a Roma, Dott. Humberto Roggero, che a giorni sostituirà la Sig.ra Kelly.

Sembra quindi proseguire la marcia di avvicinamento alla data in cui si inizierà concretamente a trattare per la ristrutturazione del debito. Ne è evidente testimonianza la posizione assunta dal FMI, la prossima individuazione dell’"advisor" ed anche le dichiarazioni politiche di attesa, come quella del nostro Ministro Tremonti, formulate da esponenti dei Governi dei Paesi i cui cittadini sono maggiormente coinvolti nella vicenda.

Anche la terroristica dichiarazione del Presidente Duhalde in ordine al necessario enorme abbattimento del debito sembra essere un tentativo di sperimentare le reazioni di controparte rispetto ad una formulazione estrema e provocatoria.

Provocatoria ed estrema, e quindi da non ritenere in alcuna pratica considerazione, poiché, se tale dovesse essere la reale aspettativa del Governo Argentino verso la conclusione della ristrutturazione, sarebbe inutile avviare qualsiasi negoziato, ma occorrerebbe prepararsi a percorrere strade diverse e decisamente più rigorose.

E’ di assoluta evidenza che un abbattimento del debito di "almeno" il 70%, e forse più, equivarrebbe ad un provvedimento di sostanziale cancellazione che i creditori, visto il tipo di Paese debitore e le risorse reali di cui dispone, non potrebbero accettare.

Lo stesso Ministro Tremonti invoca ed auspica una soluzione "equa", e quella ipotizzata dal Presidente Argentino è tutt’altro che equa.

Non si vede poi con quale legittimazione questo Presidente, che ad aprile prossimo sarà sostituito per effetto delle confermate elezioni politiche, possa formulare ipotesi di soluzione che dovranno essere invece trattate e gestite dalla nuova, e speriamo più credibile, compagine Governativa.

Riteniamo quindi che, al di là di iniziative dal sapore puramente tattico, occorrerà aspettare l’esito delle elezioni politiche per avere un quadro più chiaro delle aspettative che si possono realisticamente nutrire nei confronti della trattativa che vedrà impegnate diverse parti importanti.

Per quanto riguarda i risultati reali che si avranno a seguito delle iniziative giudiziarie avviate da taluni singoli, che seguiamo ovviamente con molto interesse, attendiamo l’esito delle prossime udienze che affronteranno il merito delle varie questioni.

Segnaliamo, inoltre, che continuano i proficui contatti con la neo costituita associazione bancaria per la tutela dei creditori dello Stato Argentina che sta completando la raccolta delle deleghe tramite il circuito degli sportelli bancari. Al riguardo, rammentiamo che la delega rilasciata a tale associazione non è definitivamente impegnativa e può essere revocata in ogni momento dal singolo concedente.

Da ultimo, facciamo presente di aver chiesto un incontro ufficiale con il nuovo Ambasciatore in Italia della Repubblica Argentina, Dott. Humberto Roggero, per proseguire nei contatti con le Istituzioni ufficiali Argentine e per verificare la attendibilità delle notizie che provengono da quel Paese.

Ultimamente abbiamo ricevuto diverse comunicazioni da parte dei nostri aderenti che manifestano preoccupazione ed allarme per questo alternarsi di notizie poco rassicuranti, ma spesso contraddittorie. Al riguardo, invitiamo tutti a non trarre conclusioni affrettate e soprattutto improntate solo al pessimismo: infatti è più di un anno che questa vicenda estremamente complessa si sta sviluppando in un susseguirsi di umori alti e bassi e di notizie suggestive che il più delle volte si sono mostrate prive di qualsiasi fondamento.

Sappiamo con certezza che il nostro Governo si è mosso e si sta muovendo per conseguire la massima tutela possibile dei diritti dei risparmiatori italiani, ed è nostra ferma intenzione sollecitarlo a fare di più e meglio, anche promuovendo azioni unitarie a livello europeo per pervenire al tavolo del negoziato disposti su un fronte unico che armonizza e coalizza le posizioni presenti nella Comunità europea.