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Notizia n. 44 dal forum argentina


(lupetto-bianco -)



Nn vorrei aver frainteso...ma sembrerebbe un segnale di Stock per l'accettazione del 35%.Tradotto significa che in cambio delle attuali promesse di pagamento ne avremo altre che valgono , sulla carta , 1/3 di quelle attuali e che scadono dopo.Perchè nn le prende lui? In cambio ci lascia i sui lauti compensi.No per quello che mi concerne nulla cambia.Tornando sulla questione delle % di accettazione...attenzione amici...in terza convocazione secondo la normativa inglese le proposte di modifica di condizioni dei bond passano col 25% dei votanti!!Potrei errare ma nn credo.Un ulteriore fatto da considerare è che chi accetta nn vedrà mai una lira.Difatti quei soldi finiranno nelle mani degli altri creditori che attraverso azioni giudiziarie otterranno il titolo ad eseguire facendo pignorare quei beni.Vi invito a nn aderire a qualunque proposta argentina che nn abbia almeno il 90% di adesione altrimenti la probabilità di vedersi pagare è nulla.L'argentina lo sa benissimo..ed il piano del doppio default è già sui loro tavoli.Io invece continuo a propendere per una trattativa che comporti la trasfomazione dei bond in investimenti in argentina con garanzia del capitale da parte del fmi o dello stato italiano tramite un diritto a vendere da parte del possessore del bond a prezzi pari al capitale + un interesse da concordare. Nessuno ci rimetterebbee loro potrebbero dirottare buona parte dei flussi di cassa nel loro stesso paese.La propose , circa , lo stesso Baccini..ma si sa..le buone idee..nn sono proprio dei politici.
Ciao.
P.S.: dimenticavo..con una soluzione simile l'Italia sta recuperando i crediti vantati verso la Russia.Ma quelli son soldi loro..visto che nn sono stati nemmeno nominati nei bilanci dello stato.
Ecco l'articolo
Argentina: Bond; Stock, Ok Trattiamo, Ma Baires Rilanci/Ansa
(ANSA) - ROMA, 30 OTT - Un compromesso fra i creditori dell' Argentina e il governo di Buenos Aires per sbloccare il rimborso degli obbligazionisti è ancora in alto mare. E se l'Argentina andrà avanti con il proprio piano di rimborso, che vede adesioni inferiori all'80% chiesto dal Fondo monetario internazionale, il Comitato globale degli obbligazionisti dell' Argentina (Gcab) "non esclude di ricorrere alle vie legali", e ribadisce che è pronto a bocciare la proposta argentina grazie anche al sostegno del G7 e del Fondo monetario internazionale. Ma un "miglioramento sensibile" dell'offerta, rispetto al rimborso del 25% del capitale avanzato da Buenos Aires, potrebbe sbloccare l'impasse.
Nicola Stock, co-presidente del Gcab e Numero Uno della Task Force Argentina che rappresenta buona parte degli italiani incappati nei 'Tango-bond', fa una premessa: Buenos Aires deve rinunciare alle scorciatoie che, sulla base delle indiscrezioni, starebbe considerando, come quella di collocare i bond del piano di ristrutturazione su piazze finanziarie non italiane per aggirare la Consob. "Non è una strada possibile - dice in un'intervista all'ANSA - qualsiasi sollecitazione al risparmio in Italia è regolata dalla Consob".
E, pur in attesa che il piano elaborato dal governo argentino venga presentato alla Sec, la Consob statunitense, non risparmia critiche al presidente argentino Nestor Kirchner, secondo cui il Paese uscirà a breve dal default: "Questo alto rappresentante del Paese esulta nel dire che l'Argentina otterrà il più grande taglio sul proprio debito sovrano finora mai visto. Ma la comunità internazionale non può accettare che l'Argentina si arroghi il diritto di stabilire quanto, quando e con quale remunerazione pagherà i propri debiti".
Quindi "se tutto rimane come è - spiega Stock - il nostro giudizio rimane negativo e siamo pronti a combattere in ogni modo. Se l'offerta si avvicinerà molto ai valori prospettati a giugno, diremo ai nostri bondholder di non aderire". Del resto, secondo i calcoli del Gcab, il rimborso del 25% nominale avanzato dall'Argentina al meeting del Fmi di Dubai oltre un anno fa in realtà corrispondeva a un 9% reale, considerando gli interessi. Mentre il 30%-35% di rimborso fatto trapelare da Buenos Aires, sempre secondo i conti del Comitato, si avvicina al 22%. "Gli argentini hanno voluto equivocare sulle cifre", premette l'ex dirigente di Banca di Roma.
Ma al di là dei toni polemici che fanno parte del gioco, un compromesso potrebbe non essere così lontano. Per intravedere un accordo "ci deve essere un miglioramento sensibile" dell' offerta. E se Buenos Aires dovesse davvero alzare l'offerta al 35%, come molti quotidiani hanno anticipato, il giudizio è sospeso, ma "bisogna vedere che vuol dire, se è un 35% reale, tenuto conto del pagamento degli interessi e calcolato sulla base del 'net present value'". Per il Gcab, poi, contano anche i modi e i tempi del rimborso. "Non possiamo pensare - spiega Stock - che un pensionato italiano che ha investito i risparmi di una vita venga ripagato fra 25 anni con un tasso d'interesse dell'1,5%".
IL Gcab vuole che Buenos Aires si sieda a un tavolo negoziale: "abbiamo avuto molta pazienza - dice Stock - abbiamo fatto capire che siamo pronti fino all'ultimo momento a negoziare ma non è avvenuto". Se il governo argentino non lo farà e andrà avanti per la propria strada, Stock, che attraverso il Comitato rappresenta obbligazionisti per 39 miliardi di dollari pari a circa il 48% dell'intero debito argentino, "cercherà il consenso di tutti gli obbligazionisti per far fallire la proposta argentina". Facendo leva anche sui Paesi del G7 e sul Fmi, nell'ambito del quale si fa strada la convinzione che l'Argentina ha spazio per migliorare il surplus primario di bilancio (ora di poco inferiore al 4%) aumentando i fondi destinati ai creditori. "Il segretario del Tesoro Usa John Snow ha detto che l'Argentina deve cercare un accordo con i creditori che abbia un consenso elevato - ricorda Stock - contiamo sul sostegno politico anche da parte degli altri Paesi e del Fmi, altrimenti l'Argentina potrebbe rappresentare un precedente spaventoso per altri paesi emergenti come il Brasile e la Turchia".
Luca

[ postata il 01-nov-2004 05:30 ECT ]


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